1 Ottobre 2022

Cannabis Light Diventa Illegale. Cerchiamo di fare chiarezza sul nuovo decreto

cannabis diventa illegale

Il 12 gennaio il mondo del commercio italiano della cannabis Light è stato travolto da una notizia sconvolgente: è stato approvato un decreto interministeriale che ha come obbiettivo la regolamentazione della produzione di foglie e infiorescenze nelle piante di canapa.

Da una prima lettura del decreto, in base a diversi media, la norma sembra imporre il divieto al consumo della cosiddetta “cannabis light, rendendo di fatto la cannabis illegale. Quindi, non la marijuana in generale, bensì le infiorescenze di cannabis a contenuto non psicoattivo (prive di alte percentuali di THC). quindi, la cannabis light diventa illegale alla stessa maniera delle sostanze stupefacenti.

“Se dovesse passare, sarebbe permessa la sola coltivazione di piante per fini industriali (meno del 10% dell’attuale produzione) e la vendita per fini terapeutici sarebbe esclusiva delle farmacie. Un’assurdità priva di basi scientifiche, che rischia di mandare al collasso un settore che dà lavoro ad oltre 15mila persone, la maggior parte giovani under 35. Mentre in tutto il mondo si parla di legalizzazione della cannabis e riduzione del danno, da noi si pensa a far tornare il proibizionismo. Davvero ridicoli”, denuncia il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

cannabis diventa illegale

Questo ha scatenato un certo allarmismo all’interno del settore della filiera produttiva, tutta la filiera, in altre parole, andrebbe incontro al collasso economico, al licenziamento in massa della manodopera, che attualmente conta centinaia e centinaia di giovani operai italiani (si tratta del settore che più di tutti sta attualmente dando impego a giovani tra i 30 e i 40 anni).

La vendita della cannabis light diventa illegale: Cosa dicono gli esperti?

Tuttavia l’analisi dell’avvocato Carlo Zaina, esperto in materia di disciplina delle sostanze stupefacenti, prova a ridimensionare la vicenda in un’ottica diversa. In base alla lettura di Zaina, infatti, il decreto come puro atto amministrativo non avrebbe pura valenza giuridica di una legge.

“Tale manovra sembra più una presa di posizione da parte degli enti governativi, che sembrano solamente voler mirare a rafforzare il potere discrezionale delle Forze dell’Ordine e della magistratura in ambito di sequestri e iniziative giudiziarie”.

vendita cannabis light illegale

Il decreto sembra quasi una condanna per il settore degli agricoltori italiani, costretti “a rinunciare alla possibilità di destinare le produzioni di foglie e infiorescenza da varietà a basso THC alla produzione di aromi, sostanze attive non psicotrope, semilavorati per la cosmesi, rinunciando alla parte di pianta in cui risiedono le principali proprietà officinali”.

Una misura, poco trasparente che si muove nella direzione opposta di molti altri Paesi europei, che si sono invece impegnati a legalizzare l’utilizzo di fiori e foglie per l’estrazione della canapa. Come accade recentemente con la legalizzazione marijuana a Malta

A parere di Carlo Zaina la portata delle conseguenze del provvedimento andrebbe assolutamente ridimensionata.

Bisogna ricordare che la natura in sé di un decreto ministeriale è puramente amministrativa e non può essere equiparata ad una misura legislative. Di conseguenza il decreto, se considerato illecito, può essere impugnato di fronte al TAR.

“In buona sostanza” spiega Zaina “un atto puramente amministrativo non può derogare, quanto al contenuto, alla Costituzione e agli atti aventi forza di legge sovraordinati, né può avere ad oggetto incriminazioni penali, stante la riserva assoluta di legge che vige in detta materia (art. 25 della Costituzione)”.

Cannabis diventa illegale con il nuovo decreto? Si tratta di un atto giuridicamente ininfluente, sia nei termini della materia che vuole disciplinare, ovvero l’utilizzo delle piante officinali, sia in quelli di eventuali ricadute penali per i supposti trasgressori.

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